Più Democrazia a Quarto d’Altino: raccolta firme

piudemocrazia quarto d altinoE’ iniziata anche a Quarto d’Altino una raccolta firme per chiedere Più Democrazia nel Comune. Abbiamo deciso di fare 2 petizioni, la prima è una richiesta generica di aggiornare lo Statuto nella parte riguardante gli strumenti di partecipazione popolare, mentre la seconda è più specifica e richiede di eliminare il “quorum di validità” dai referendum; a breve inizieremo a fare dei banchetti per la raccolta firme, qui di seguito i testi delle petizioni:

1) OGGETTO:
PETIZIONE “PI
Ú DEMOCRAZIA A QUARTO D’ALTINO”
(ai sensi dell’art. 24 dello Statuto Comunale)

Egr. Sig.ra Sindaca,

i sottoscrittori della presente petizione, promossa dal comitato “Più Democrazia Quarto d’Altino”, chiedono al Comune di revisionare ed aggiornare gli strumenti di partecipazione popolare attualmente esistenti.

Ad esempio, sia per quanto riguarda le istanze/petizioni/proposte che per i referendum, non sono stati descritti nel dettaglio la procedura di raccolta e verifica delle firme, i tempi di risposta ed i procedimenti da seguire nelle varie fasi. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate riguardo l’inserire nello Statuto i referendum propositivi, l’uso delle nuove tecnologie, la possibilità per i cittadini di richiedere un’assemblea pubblica o un consiglio comunale aperto. Negli ultimi anni in Italia sono stati sperimenti vari e numerosi nuovi strumenti di partecipazione; per questo

chiediamo alla nostra Sindaca di far partire un lavoro da parte del Consiglio Comunale per discutere su questa materia ed aumentare la democrazia nel nostro comune.

2) OGGETTO:
PETIZIONE “QUORUM ZERO” A QUARTO D’ALTINO
(ai sensi dell’art. 24 dello Statuto Comunale)

Egr. Sig.ra Sindaca,

i sottoscrittori della presente petizione, promossa dal comitato “Più Democrazia Quarto d’Altino”, chiedono al Comune di eliminare il quorum di validità dai referendum comunali, al momento fissato nello Statuto Comunale al 50% degli aventi diritto. Le ragioni di questa richiesta sono molteplici:

  1. siamo tra gli ultimi paesi dell’occidente a prevedere il quorum di validità nei referendum
  2. l’Europa, attraverso la “commissione di Venezia”, ci chiede di eliminarlo perchè ritenuto un’ostacolo alla democrazia
  3. già oggi le elezioni non lo prevedono ed il rischio che “voti una persona per tutti” non è mai successo nella Storia dell’Umanità
  4. la crescente disaffezione alla politica ha portato al crollo dei votanti e già oggi una minoranza vota e decide per tutti su tutto.
  5. Tenendo presente che un 30% di persone non vota mai, risulta facile per i contrari non andare a votare e invalidare così il risultato per mancanto raggiungimento del quorum, senza così essere obbligati a fare campagna referendaria
  6. l’informazione è proprio uno dei motivi principali dei referendum, e costringere ambo le parti a partecipare permette di raggiungere l’obiettivo prefissato.
  7. avendo due schieramenti che si contrappongono per raggiungere il risultato, fa aumentare la partecipazione al voto.
  8. Negli ultimi 2 anni, grazie ad una campagna informativa dei comitati “Più Democrazia”, il quorum è stato tolto a Venezia, Vicenza, Parma ed ultimamente a Cavallino-Treporti (sia nei ref. abrogativi che propositivi), oltre che in altri 20 comuni del Trentino-Alto Adige.

Per questo chiediamo che venga revisionato lo Statuto Comunale e che Quarto D’Altino si adegui alle democrazie più avanzate.

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Elezioni 2015. Manifesto programmatico per Più Democrazia nei comuni veneziani

La primavera del 2015 vedrà il rinnovo delle amministrazioni di alcuni comuni veneziani. Le istituzioni comunali sono le più vicine ai cittadini, che dovrebbero sentirle proprio per questo “proprie”. Purtroppo in questi anni la distanza tra le istituzioni e i cittadini è invece cresciuta, anche nelle realtà comunali. Il crescente astensionismo ad ogni livello ne è forse il sintomo più evidente.

Eppure sempre più cittadini, singoli e associati, cercano di trovare nuove forme per partecipare alla vita civile comunitaria. Solo che non trovano metodi e strumenti che permettano una effettiva compartecipazione alle scelte che coinvolgono tutta la comunità.

Come “Comitato Più Democrazia Venezia Metropolitana” abbiamo l’obiettivo di rendere più democratica e quindi più partecipata la vita politica delle nostre comunità a tutti i livelli istituzionali.

Abbiamo posto fin dall’inizio un particolare accento sull’importanza di avere buoni strumenti di democrazia diretta. Questo non tanto perché riteniamo che i referendum siano il modo normale di prendere le decisioni. L’esperienza dei comuni dove questi strumenti ci sono è che restano uno strumento raramente utilizzato. Ma servono per rendere chiaro il principio che i cittadini sono sovrani in ogni momento, e non solo una volta ogni cinque anni.

Questa semplice previsione cambia la vita politica locale, contribuendo a creare un dialogo continuo sia all’interno delle istituzioni che tra queste e i cittadini. E da qui nasce la vera partecipazione, che appunto è scambio continuo e efficace su tutte le scelte pubbliche più importanti.

Le amministrazioni comunali hanno recepito nei propri statuti quanto previsto dalla legge 267/2000, ognuna con una propria idea. Noi però sollecitiamo gli amministratori a non limitarsi al recepimento formale delle previsioni legislative, magari fotocopiando quanto spedito dal consorzio comuni, ma approfittando dell’occasione per allineare gli strumenti referendari comunali alle migliori pratiche europee e alle raccomandazioni del codice di buona condotta sui referendum della Commissione di Venezia, la cui adozione è raccomandata dal Congresso delle Autorità Locali e Regionali del Consiglio d’Europa.

Chiediamo pertanto ai candidati di sottoscrivere una lista di strumenti che si impegnano a portare in Consiglio Comunale come modifiche statutarie e dei regolamenti entro 6 mesi dall’elezione.

Lista degli impegni formali:

  • niente quorum per la validità di tutti i referendum, come indicato dal codice di buona condotta sui referendum della Commissione di Venezia, la cui adozione è raccomandata dal Congresso delle Autorità Locali e Regionali del Consiglio d’Europa
  • differenziare, ove non sia già stato fatto chiaramente, il referendum propositivo, di iniziativa popolare, da quello consultivo, di iniziativa delle autorità comunali
  • rendere vincolanti i referendum propositivi e abrogativi
  • permettere i referendum su tutti i temi per i quali ha potere di iniziativa il singolo consigliere comunale
  • prevedere il voto generalizzato per corrispondenza, come fatto per esempio nel vicino Comune di Malles (BZ)
  • prevedere un termine di almeno sei mesi per la raccolta delle firme per i referendum propositivi e abrogativi
  • impegnarsi ad aiutare i cittadini per l’autentica delle firme necessarie ad attivare uno strumento di partecipazione popolare
  • prevedere l’invio di un opuscolo informativo a tutti i cittadini, relativo ad ogni tornata referendaria, con le istruzioni per il voto, i quesiti, le ragioni favorevoli e quelle contrarie, su modello di quanto avviene già in Svizzera o nel vicino Comune di Malles (BZ)
  • abbinare il voto referendario in corrispondenza di eventuali votazioni nazionali ed europee
  • creare una newsletter comunale per le convocazioni di consigli comunali, commissioni ed assemblee pubbliche.

Qui di seguito il manifesto da scaricare ed inviare via mail:

FORMATO “.DOC” —- FORMATO “.ODT”