Consegnate le petizioni alla Regione Veneto per la democrazia diretta!

Siamo lieti di annunciare che sono state depositate in Regione Veneto due petizioni per richiedere al Consiglio Regionale Veneto più democrazia, ossia di eliminare il quorum dai referendum e di inserire nuovi strumenti di partecipazione popolare nello Statuto Regionale

banner petizioni regione veneto no logo

La nostra regione è molto indietro su questo tema, dal 1973 non è cambiato niente e ci ritroviamo così ad avere forme di partecipazione obsolete o inutili perchè impraticabili: nel testo della petizione “più democrazia” potrete trovare un riassunto delle nostre critiche. (alla fine dell’articolo).

Con queste petizioni vogliamo iniziare un percorso per aumentare e migliorare questi strumenti, iniziando dalle basi: una petizione per chiedere cosa ne pensano i nostri consiglieri regionali su questo tema e quali sono le loro intenzioni. In base alla risposta che ci daranno, ci muoveremo di conseguenza!

Le abbiamo inviate adesso poichè stanno discutendo un progetto di legge di modifica dello Statuto per inserire la “questione di fiducia” e, visto che il regolamento prevede all’art. 60:

Le petizioni sono trasmesse alle commissioni competenti per materia, le quali, ove abbiano all’esame progetti di legge o proposte di provvedimento sullo stesso argomento, discutono congiuntamente le petizioni stesse.

abbiamo approfittato di questa occasione per inviarle, con la contestuale richiesta di essere auditi in commissione per presentare le nostre ragioni.

Attendiamo ora fiduciosi una risposta dalla Regione e vedremo così se, dopo aver eliminato il quorum dai referendum sulle fusioni/unioni dei comuni, essersi spesa tantissimo per il referendum sull’indipendenza ed esternato l’intenzione di far diventare la Regione Veneto come un Cantone Svizzero, saprà cogliere al volo questa occasione!

QUI DI SEGUITO I TESTI DELLE DUE PETIZIONI, protocollate in data 19 Novembre 2015 via PEC :


1 – PETIZIONE “PIU’ DEMOCRAZIA REGIONE VENETO”
(ai sensi dell’art. 60 del Regolamento consiglio regionale 14 aprile 2015, n. 1 (BUR n. 38/2015)

votazioni

Al Consiglio Regionale Veneto
Alla I° Commissione

I sottoscrittori di questa petizione, promossa dal qui presente Federico Bonollo del comitato “Più Democrazia Veneto”,
VISTO
il lavoro di revisione dello Statuto che state portando avanti per inserire la questione di fiducia
CHIEDONO
alla Regione Veneto ed alla commissione di far partire, contestualmente ai lavori in corso, la revisione degli istituti di partecipazione popolare o comunque una discussione più ampia sul bilanciamento dei poteri nella nostra Regione.

Come ben sapete, inserire la “questione di fiducia” vuol dire modificare l’assetto istituzionale della Regione, e la democrazia funziona quando tutti i poteri sono, appunto, ben bilanciati.

La democrazia italiana, come gran parte di quelle mondiali, è divisa tra “rappresentativa e diretta”: la base di questo discorso è la ripartizione dei Poteri dello Stato in 3 organi diversi (legislativo, esecutivo, giudiziario), che si completano e si controllano, mentre il rapporto tra Stato e cittadini viene reso possibile dalla partecipazione alla vita politica attraverso le elezioni, i referendum, le petizioni, le proposte di legge popolare, con funzioni propositive ma anche di controllo.

La Regione Veneto mette a disposizione della popolazione alcuni di questi strumenti partecipativi, ma risultano essere obsoleti, inefficaci ed incompleti, rendendoli di fatto inutilizzabili e dimezzando così il potere di incidere sulle scelte politiche

Ad esempio:

  • la legge che disciplina i referendum è del 1973, che la rende ormai superata e da aggiornare
  • mancano i referendum propositivi, unico strumento funzionante per costringere la gente a fare proposte, anzichè essere costretta a dire solo “no”, già presenti in varie regioni italiane (trentino, Val d’Aosta, Lazio…)
  • esiste un quorum al 50% di validità che l’Europa, attraverso la Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto, meglio nota come “Commissione di Venezia”, ci chiede da tempo di togliere
  • la stessa Commissione di Venezia ha redatto un “codice di buona condotta dei referendum” che sarebbe opportuno implementare nel nostro ordinamento
    http://www.venice.coe.int/webforms/documents/?pdf=CDL-AD(2007)008rev-ita
  • non c’è obbligo di risposta per le petizioni, che possono essere presentate anche da singoli (come alla Camera ed al Senato) ma serve introdurre l’obbligatorietà di discussione in commissione e/o consiglio regionale e di ricevere la relativa risposta: ad esempio ne abbiamo presentate finora quattro (4) e non sappiamo se sono state discusse, se le avete viste e cosa pensate delle nostre domande; ha un senso tutto questo?
  • si potrebbe finalmente partire con un sistema per le “petizioni online”, così come stanno facendo in Europa ed in molti stati esteri avanzati e moderni
    https://it.wikipedia.org/wiki/Petizione_online
  • da tempo la società veneta aspetta una piattaforma digitale per poter esercitare i propri diritti, richiesta avanzata nei vari appuntamenti dell’Agenda Digitale del Veneto ed in conferenze simili, ad esempio qui:
    http://adveneto.ideascale.com/a/ideas/hot/campaign-filter/active
    e così come previsto nella “linee guida” sotto la voce “E-government” che prevede, testualmente:
    Specifica attenzione potrà essere riservata a servizi (…) di partecipazione dei cittadini (eParticipation e eDemocracy), con l’obiettivo ultimo di favorire l’avvicinamento e il dialogo delle istituzioni con i cittadini
    http://www.scribd.com/doc/242937936/Linee-Guida-per-l-Agenda-Digitale-del-Veneto

Per concludere la nostra richiesta, vogliamo far notare che il Presidente Luca Zaia, così come altri esponenti della maggioranza, da tempo desiderano far diventare il Veneto come un Cantone Svizzero: con questa petizione avete la possibilità di fare il primo passo!

Inoltre facciamo domanda di poter essere auditi in Commissione o in Consiglio per poter presentare la nostra richiesta.


 

2 – PETIZIONE “QUORUM ZERO VENETO”
(ai sensi dell’art. 60 del Regolamento consiglio regionale 14 aprile 2015, n. 1 (BUR n. 38/2015)

quorum zero dove sì e dove no

Al Consiglio Regionale Veneto
Alla I° Commissione

i sottoscrittori di questa petizione, promossa dal qui presente Federico Bonollo del comitato “Più Democrazia Veneto”,
VISTO
il lavoro di revisione dello Statuto che state portando avanti per inserire la questione di fiducia
CHIEDONO
alla Regione Veneto ed alla commissione di eliminare il quorum di validità dai referendum regionali consultivi ed abrogativi, al momento fissato nello Statuto al 50% degli aventi diritto.

Le ragioni di questa richiesta sono molteplici:

  1. siamo tra gli ultimi paesi dell’occidente a prevedere il quorum di validità nei referendum
  2. La Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto, meglio nota come “commissione di Venezia”, organo consultivo del Consiglio d’Europa, ci chiede di eliminarlo (che sia partecipativo o confermativo) perchè ritenuto un’ostacolo alla democrazia, come ben descritto a pag. 14 nel “codice di buona condotta dei referendum”
    http://www.venice.coe.int/webforms/documents/?pdf=CDL-AD(2007)008rev-ita#
  3. già oggi le elezioni non lo prevedono ed il rischio che “voti una persona per tutti” non è mai successo nella Storia dell’Umanità
  4. la crescente disaffezione alla politica ha portato al crollo dei votanti e già oggi una minoranza vota e decide per tutti su tutto.
  5. Tenendo presente che un 30% di persone non vota mai (disaffezione, mancanza di tempo, lavoro all’estero, malattia..), risulta facile per i contrari non andare a votare e invalidare così il risultato per mancanto raggiungimento del quorum, senza così essere obbligati a fare campagna referendaria
  6. l’informazione è proprio uno dei motivi principali dei referendum, e costringere ambo le parti a partecipare permette di raggiungere l’obiettivo prefissato.
  7. avendo due schieramenti che si contrappongono per raggiungere il risultato e convincere i propri adepti ad andare alle urne, fa aumentare la partecipazione al voto.
  8. Negli ultimi 2 anni, grazie ad una campagna informativa dei comitati “Più Democrazia”, il quorum è stato tolto a Venezia, Vicenza, Parma ed ultimamente a Cavallino-Treporti (sia nei ref. abrogativi che propositivi), oltre che in altri 20 comuni del Trentino-Alto Adige.
  9. Il quorum di validità al 50% non è obbligato da nessuna norma, visto che ad esempio la Regione Toscana ce l’ha variabile in base ai votanti delle precedenti elezioni.

Come ultimo punto, ma non meno importante, vi ricordiamo che nel 2013 la Regione Veneto ha eliminato il quorum dai referendum sulle fusioni-unioni dei Comuni perchè, da testuali parole dell’attuale Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti:
– “nei comuni piccoli gran parte degli elettori spesso risiede all’estero e difficilmente sono in condizione di partecipare alle consultazioni referendarie.”
– “è una norma di buonsenso che responsabilizza i cittadini”,

http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=2568117

perchè non riuscivate più ad avere referendum approvati, tenendo presente che il 15,78 % della popolazione risiede in comuni sotto i 5000 abitanti, ma questo vale anche per le città più grandi.

Alle ultime elezioni regionali del 2015 ha votato il 57,15% della popolazione, rispetto al 66,46% di quelle del 2010. Se con una campagna elettorale martellante di tutti gli schieramenti sono andati al voto così poche persone, provate ad immaginare una situazione dove i partiti dicono di “non andare al voto” che percentuali verrebbero fuori.

Per questo chiediamo che venga inserito il Quorum Zero nei refendum consultivi ed abrogativi e che la Regione Veneto si adegui alle democrazie più avanzate.

Inoltre facciamo domanda di poter essere auditi in Commissione o in Consiglio per poter presentare la nostra richiesta.

In attesa di una risposta,
porgiamo democratici saluti.

Più Democrazia Veneto