San Stino di Livenza (VE) approva il nuovo regolamento sulla partecipazione!

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Arrivano buone nuove dal veneto orientale: a San Stino di Livenza è stato approvato il nuovo regolamento sulla partecipazione popolare, colmando così quel vuoto che avevano nei confronti dei cittadini (è dal 2001 che avrebbe dovuto esserci).

Un plauso agli attivisti locali ed al movimento 5 stelle che ha appoggiato subito questa battaglia, portando nel 2015 una mozione in Consiglio Comunale, poi approvata.

Guardando i pochi aspetti positivi, sono stati inseriti i referendum modificativi e abrogativi ma con quorum al 33% degli aventi diritto, mentre per i referendum consultivi hanno previsto il “quorum zero”.

Per il resto un regolamento abbastanza deludente, senza nessuna vera innovazione e con numerose lacune: una fra tutte, la mancanza delle “proposte” sia nello Statuto che nel regolamento che, ricordiamo, sono un’obbligo di legge e non una scelta del Consiglio Comunale o della Giunta! Si poteva e doveva fare meglio, probabile che bisognerà aspettare le prossime elezioni per vedere finalmente la luce! 🙂

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Anche a Mira (VE) un nuovo regolamento sulla partecipazione ed il quorum zero!

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A Mira è stato approvato da pochi giorni il nuovo Statuto del Comune e la parte riguardante gli strumenti di partecipazione è stata profondamente modificata.

Numerose le novità della nuova “costituzione” della Città, tra cui spicca il quorum zero nei referendum e l’introduzione definitiva del Bilancio Partecipato.

Adesso aspettiamo di vedere il regolamento attuativo per poter giudicare nel dettaglio il lavoro svolto, dove saranno scritte e decise tutte le procedure per attivare i singoli strumenti, ad esempio entro quanti giorni rispondere,il numero di firme, il tempo a disposizione per la raccolta, l’uso delle nuove tecnologie!

Nota a parte per il “quorum zero” nei referendum: facciamo notare che Mira è il 5° comune veneziano ad averlo inserito nel proprio Statuto (Quarto d’Altino, Venezia, San Stino) , ed è il 2° (dopo Cavallino-Treporti) ad averlo previsto per tutti i tipi di referendum! Con l’aggiunta di questo Comune, diventiamo una delle zone a più alta densità di #quorumzero in Italia, cosa che ci rende ovviamente fieri del lavoro svolto e della disponibilità dimostrata dalle varie amministrazioni.

Avanti tutta per avere sempre…Più Democrazia!

Qui una po’ di rassegna stampa:
Nuova Venezia
La Piazza
IlFattoQuotidiano

Cosa pensano i candidati di Eraclea sui referendum comunali

democrazia-italia_530x0_90In occasione delle prossime elezioni amministrative ad Eraclea, abbiamo rivolto due domande ai candidati sindaco delle tre liste in corsa. Come forse saprete, questo Comune è uno dei pochi di tutta la zona sprovvisto del regolamento comunale sui referendum.

 

Per questo abbiamo rivolto ai candidati le seguenti domande:

Buona sera, avremo una domanda sul vostro programma…come saprete, Eraclea è uno dei pochi comuni in tutta Italia che non permette di fare referendum comunali. vorremmo sapere se, eletti, vi impegnerete a:
1) redigere il regolamento attuativo dei referendum
2) abbasserete il numero di firme previste dallo Statuto, al momento previsto al 40% degli elettori.
Chiediamo anche se possiamo pubblicare la risposta pubblicamente. Grazie!

Come potete leggere qui sotto, l’unico che si è dimostrato favorevole è stato Mestre, Cerchier non ha voluto rispondere mentre Talon ha detto che “è una questione da approfondire”.

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Lista Mirco Mestre: è completamente a favore del referendum comunale.

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Lista Giorgio Talon: Puntiamo molto sulla partecipazione dei cittadini e ne ascoltiamo i consigli e le critiche. Riteniamo però anche che i referendum siano un po’ lontani dal sentire comune, vedi l’affluenza in forte calo dell’ultimo sulle trivellazioni in Adriatico. È una di quelle questioni che meritano di essere approfondite.

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Lista Gianni Cerchier: non hanno risposto alle domande.

 

Quarto d’Altino approva il quorum zero nei referendum comunali!

Quorum zero quarto altino approvato

Il Consiglio Comunale di Quarto d’Altino (VE) ha eliminato il quorum di validità dai referendum comunali. E’ il secondo comune della Città Metropolitana di Venezia ad aver compiuto questo passo avanti verso una democrazia più compiuta, così come già lo aveva fatto Cavallino-Treporti nel 2015.

Ovviamente per il nostro comitato è motivo di vanto e soddisfazione aver raggiunto questo importante obiettivo, ma il merito va soprattutto al consiglio comunale di Quarto d’Altino che, dopo aver ricevuto la nostra petizione, si è messo in ascolto, ha studiato e si è convinto a fare questo “piccolo passo per un comune, ma un grande passo per la Democrazia!”

Prima di passare a vedere la documentazione, vogliamo dare un ringraziamento speciale per Lorianna, che con la sua disponibilità ed energia ha dato un contributo insostituibile…grazie!! La storia completa del percorso che abbiamo fatto la trovate qui.

Andando a vedere nel dettaglio cosa è stato fatto, al di là del “quorum zero”, troviamo aspetti positivi che negativi nel nuovo regolamento, ma che siamo sicuri verranno migliorati col tempo. Vediamoli insieme!

Innanzitutto i documenti ufficiali (in pdf):
STATUTO 
REGOLAMENTO SULLA PARTECIPAZIONE

ASPETTI POSITIVI:
Nello statuto sono state accolte le nostre richieste di semplificazione, lasciando poche righe generali e demandando tutti gli aspetti pratici al regolamento.
Nel regolamento, che ricalca quello di Cavallino-Treporti, troviamo:

  1. finalmente a Quarto d’Altino c’è un regolamento dettagliato e preciso, con tempi e modi certi su tutti i passaggi
  2. inserita la possibilità di inviare petizioni e proposte di delibera sia alla Giunta che al Consiglio Comunale, con votazione finale
  3. ampliati i soggetti che possono firmare (tranne i ref. abrogativi), includendo i portatori di interesse (stranieri residenti, commercianti)
  4. inserite la assemblee pubbliche richieste dai cittadini.
  5. diminuite la materie “non referendabili”
  6. aumentato a 120 giorni il tempo necessario per raccogliere le firme dei ref. abrogativi (rimangono 90 giorni per i consultivi, probabile svista!)
  7. inserito il libretto informativo, con dentro un riassunto dei quesiti referendari e le posizioni dei favorevoli e contrari.
  8. il referendum abrogativo diventa effettivo entro 10 giorni dalla votazione favorevole.
  9. inserito il dibattito pubblico come strumento per le opere importanti del comune

ASPETTI NEGATIVI

  1. sono stati inseriti solo i referendum abrogativi e consultivi, mentre per avere strumenti efficaci servono anche i ref. propositivi (vincolanti) e confermativi degli atti del comune (tu comune voti qualcosa, io ho tot tempo x raccogliere firme per mandarlo a referendum)
  2. nel regolamento attuale bisogna autenticare le firme con un pubblico ufficiale: questo rende difficile la raccolta , visto che è difficile che i consiglieri di maggioranza ti diano una mano per un referendum contro di loro, e tutti noi abbiamo già poco tempo da dedicare. Le firme devono essere raccolte dai proponenti,che si assumono la responsabilità.
  3. è il segretario comunale a valutare l’ammissibilità del quesito, mentre dovrebbe farlo un “comitato di garanti”
  4. Hanno messo, nei referendum consultivo (art. 21), il tempo a disposizione per raccoglierle a 90 giorni: troppo pochi, sono solo 12 fine settimana (ossia quando di solito siamo liberi, e aggiungendo l’obbligo di avere un autenticatore, rende il tutto impossibile. Minimo 180 giorni (e senza autenticatore). Forse una semplice dimenticanza, perchè per il ref. abrogativo sono 120 giorni (art. 28), che comunque sono troppo pochi lo stesso (in Svizzera sono 12 o 18 mesi!!!)
  5. il numero di firme per richiedere al segretario l’ammissibilità del quesito (ossia la validità giuridica prima della raccolta firme) sono troppe. Da eliminare totalmente, lasciano solo il comitato promotore composto da 5-10 persone al massimo (mentre oggi devi fare comitato da 10 persone e poi raccogliere 100 firme, fare validare, e poi raccoglierne un’altro 10%)
  6. è da migliorare la parte riguardante il digitale, ossia prevedere uno spazio sul sito del comune dove poter raccogliere le firme online, con forum per la discussione ed utilizzo dei canali social del comune per pubblicizzare le risposte e fare un archivio storico, il cosiddetto “portale sulla partecipazione”

 

Statuto e regolamento: le nostre proposte per Quarto d’Altino

image004La Sindaca di Quarto d’Altino aveva promesso la modifica dello Statuto e del regolamento sulla partecipazione popolare entro l’inizio dell’anno, in seguito alla nostra petizione di Giugno 2015. Si sono attardati, ma noi confidiamo che riusciranno a portare a casa il risultato prima delle elezioni, come promesso nel consiglio comunale di Luglio.

Qui di seguito le nostre proposte di modifica, che riassunte consistono in:

  1. quorum zero per i referendum
  2. tempi e modi certi per trattare istanze, petizioni, proposte e referendum
  3. libretto informativo
  4. scrutatori volontari, come servizio civico da svolgere almeno una volta nella vita
  5. voto postale e urne aperte per almeno due settimane, per abbattere i costi del 50% e permettere a chiunque di poter votare (ammalati, lavoratori, anziani non auto-sufficiente)
  6. raccolta firme semplificata.

Siamo in attesa di sapere quando sarà convocata la prossima commissione, noi ci saremo!

Qui di seguito la proposta inviata al Presidente della commissione, il regolamento base che abbiamo preso è quello di Cavallino-Treporti, a cui abbiamo dato una mano lo scorso anno per redigerlo e che, secondo noi, è quello scritto meglio di tutta la (ex) Provincia.
Buona lettura!

PROPOSTA MODIFICA STATUTO & REGOLAMENTO @ QUARTO D’ALTINO

Riteniamo che lo statuto debba essere il più leggero e snello possibile, per lasciare poi al regolamento la descrizione di tutti i passaggi nel dettaglio, e quindi:

STATUTO ORIGINALE PROPOSTA MODIFICA
Articolo 24 Istanze, petizioni e proposte Articolo 24 Istanze, petizioni e proposte
1. I cittadini del Comune, singolarmente o in forma associata, possono rivolgere istanze, petizioni e proposte all’amministrazione comunale per quanto riguarda le materie di competenza locale. 1. I cittadini del Comune, singolarmente o in forma associata, possono rivolgere istanze, petizioni e proposte all’amministrazione comunale per quanto riguarda le materie di competenza locale.

L’apposito regolamento disciplina nel dettaglio l’uso di questi strumenti.

2. La petizione consiste in una richiesta collettiva sottoscritta da almeno 30 cittadini per chiedere l’intervento su questioni di interesse della comunità. Delle petizioni viene informato il Consiglio comunale nella prima seduta, il quale decide se trasformarle in oggetto di discussione. ABROGATO

Tutto spostato nel regolamento

3. La proposta, sottoscritta da almeno 250 elettori, è un atto di iniziativa tendente ad evidenziare un problema per il quale viene indicato un intervento deliberativo. Le proposte saranno sottoposte, a seconda della competenza, alla Giunta o al consiglio comunale, che sarà convocato entro trenta giorni dalla data della presentazione. ABROGATO

Tutto spostato nel regolamento

TITOLO II REFERENDUM TITOLO II REFERENDUM
Articolo 25 Azione referendaria Articolo 25 Azione referendaria
1. Sono ammessi i referendum consultivi ed abrogativi su questioni interessanti la collettività locale di competenza amministrativa del Comune. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali, di tariffe e di bilancio, nonché su attività amministrative vincolate da leggi statali e regionali, e su materie già oggetto di consultazione referendaria nell’ultimo triennio. I referendum abrogativi possono essere indetti solo su atti normativi comunali. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

L’apposito regolamento disciplina nel dettaglio l’uso di questi strumenti.

2. Soggetti promotori del referendum possono essere:

a) Il Consiglio comunale con una maggioranza di due terzi dei consiglieri;

b) Il 15% degli elettori, le cui firme devono essere autenticate nelle forme previste dalla vigente normativa in materia di elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale.

ABROGATO

sia perchè il numero di firme bisognerà modificarlo in base alla pratica, sia perchè si potrebbe mettere un numero diverso per il ref. consultivo e quello abrogativo o propositivo.

3. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. ABROGATO

Perchè nel ref. consultivo potremmo volere far votare anche i 16enni ed i portatori di interesse non residenti e/o stranieri.

4. Sull’ammissibilità della materia oggetto di referendum decide il Consiglio comunale, con voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati, entro 45 giorni dalla presentazione della richiesta. ABROGATO

Sia perchè va messo nel regolamento, sia perchè è una delle cose più sbagliate lasciare al c.comunale l’ammissibilità, che deve essere fatta da un’organo terzo (comitato garanti).

5. Il referendum, che deve tenersi non prima di 60 giorni e non oltre 180 giorni, non può aver luogo in coincidenza con operazioni elettorali amministrative. ABROGATO
Articolo 26 Effetti del referendum Articolo 26 Effetti del referendum
1. Il quesito sottoposto a referendum è approvato se alla votazione ha partecipato almeno la metà degli aventi diritto e se è stata raggiunta su di esso la maggioranza assoluta. 1. Il quesito sottoposto a referendum è approvato se è stata raggiunta su di esso la maggioranza assoluta.
2. Se l’esito è stato favorevole, il Sindaco è tenuto a proporre al Consiglio comunale, entro un tempo massimo di trenta giorni dalla proclamazione dei risultati, la deliberazione sull’oggetto del quesito sottoposto a referendum. ABROGATO

Perchè consultivo, abrogativo e propositivo hanno tutti modi e tempi diversi di trattazione.

 

REGOLAMENTO SUI REFERENDUM & ISTANZE – PETIZIONI – PROPOSTE

Qui di seguito sono descritti i punti da modificare sul regolamento di Cavallino-Treporti, che viene preso come esempio virtuoso da cui partire (QUI IL PDF.)

    1. Bisogna dividere il CAPO I, perchè consultivo e propositivo sono 2 strumenti diversi.
    2. Il risultato del referendum propositivo deve essere vincolante
    3. Le firme necessarie tra il 3 e l’8%.
    4. l’art.1 e 8 servono a poco, una volta scritto nello statuto che si possono fare “su tutte le materie di competenza comunale”, sarà il comitato garanti a dirci se andiamo contro qualche legge e/o non si puo’ fare, ad esempio per via di penali da pagare etc. etc.
    5. art.3: per noi bastano le 10 persone costituite in comitato come all’art.2, e quindi si eliminano le “100 firme dell’avvio procedimento” e si lascia il resto
    6. art.5: non facoltativo ma OBBLIGO di avere 2 esperti in materie giuridiche, nominati ad inizio legislatura dal Sindaco.
    7. art 6: aumentare a 180 giorni il tempo di raccolta firme.
    8. art. 17: inserire il “libretto informativo”, con eguali spazi per i comitati del SI e del NO, da inviare via mail e/o su carta alle famiglie.
    9. art. 17: riformulare il comma 4, obbligando tutti a formare un comitato a favore o contro ed a confluire in uno di essi.
    10. art. 18: inserire il voto postale e il voto in municipio nelle 2 settimane precedenti, altrimenti chi è ammallato o lavora non puo’ votare. Si risparmia così almeno il 30% dei costi di gestione.
    11. inserire la figura dello “scrutatore volontario” come obbligo civico dei cittadini da fare almeno 1 volta nella vita.
    12. inserire la possibilità di avere referendum con 3 opzioni
    13. inserire la possibilità di mettersi d’accordo con il comitato promotore, se era stato previsto nella raccolta firme come opzione.
      ISTANZE-PETIZIONI
    1. art. 31: inserire le petizioni online come mezzo per inviarle.
    2. art.32 comma 7: modificare “discussa” in “votata”
    3. firme necessarie massimo 30

      PROPOSTE

    4. art. 35: al massimo 10 persone necessarie
    5. art. 35 comma 9: aumentare a 180 giorni
    6. art. 36: eliminare l’autenticatore
    7. massimo 50 firme ed inserire la possibilità di modifica della proposta, se i promotori sono d’accordo e se era stata prevista esplicitamente nella raccolta firme.